Oscia

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os–cia s.f. (pl.os–ci)


1 Ostia, il materiale usato per l'Eucarestia nella Santa Messa.

2 Sia nella forma singolare che in quella plurale, spesso usato come esclamazione a vario titolo:

  • ad indicare stupore, ammirazione, non di rado in modo ironico: os–cia, fat sburoun!, "accidenti, che tipo in gamba!";
  • per esprimere impazienza o insofferenza: os–ci, a'c du maroun ta m'e fat!;
  • a sottolineare un atteggiamento pretenzioso, velleitario: os–cia te!

L'espressione è considerata relativamente volgare, probabilmente a causa del riferimento alla pratica religiosa. Tuttavia è di uso estremamente comune.

Cfr. espressioni rafforzative: Os-cia ad Dio!, Os-cia dla Madona.

3 dl'os–cia, lett. "dell'ostia", o c'ul sa l'Os–cia, lett. "che lo sa l'Ostia": ad indicare dimensioni, proporzioni o entità notevoli: U j è un malàn c'ul sa l'os–cia, "c'è un gran baccano".

4 ul sa l'Os–cia, lett. "lo sa l'Ostia", "lo ignoro completamente", o anche "non c'è modo di saperlo": Ul sa l'os–cia ades..., "chissà cosa succederà ora".

5 cosa molto sottile, leggera: stìl com un'os–cia, "sottile come un'ostia". Cfr. Veil ad zolla.

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