Budrigona
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(budrigona) donna sovrappeso o un pò inquartata
Sinonimi: Budriga, Budrigaza
Esiste anche con la desinenza maschile (Budrigone)
Diffusione
Termine diffuso in tutta la Romagna, mediamente compreso anche nella bassa emilia
Definizione
Dicensi di ragazza o donna di corporatura robusta o decisamente sovrappeso.
Sinonimo di Tabaccona ma con significato decisamente più dispregiativo, utilizzato per descrivere persona obesa, nella tradizione l'Arzdòra romagnola un pò avanti con gli anni e magari poco curata tende alla forma sferica (o cubica): irrobustimento delle gambe che tendono a farle assomigliare ad un cono rovesciato, busto e bacino che tendono alla stessa circonferenza, scomparsa del collo e mento, braccio da culturista e vene varicose denotano la fisicità della budrigona ideale.
Note figure Felliniane rendono giustizia a questo ideale di donna per il quale è stato coniato un termine apposito, la tabaccaia di Amarcord è lo stereotipo ideale.
Trovare una budrigona al lavoro all'interno di un chiosco di piadina indica una particolare attenzione in cucina e rispetto da parte della popolazione locale, sicuramente il chiosco sarà rinomato per le sue prelibatezze culinarie; stesso discorso vale per:
- Trattorie per camionisti e/o tavole calde
- Feste con stand gastronomici
- Sagre del Baghen (maiale), sagre dei ciccioli, coppa, pancetta ed ogni derivato di questo magico animale (Immagine di Homer Simpson che in contemplazione mistica dell'animale pronuncia il magico Doh)
Termine dispregiativo che non è il caso di riferire direttamente alla persona interessata, generalmente la Budriga è dotata di Braccio da Culturista che per stazza e dimensioni è meglio temere, le budrigone generalmente tirano dei malrovesci (tozzoni, schiaffoni romagnoli, schiaffi) mica da ridere.
Nella sua accezione più dispregiativa può indicare una tipica prostituta da strada statale (Emilia, Adriatica) che per fisicità è più adatta ai camionisti; questi la preferiscono per robustezza (non si rompe) e per presunta esperienza anche orale.
Durante il passeggio serale al mare, definire una ragazza Budrigona significa scorgere un simpatico esemplare femminile leggermente sovrappeso in abiti molto sgargianti ma magari di due/quattro/otto taglie in meno [con la panza che sborda dai fianchi ad esempio]. E stes' quel (la stessa cosa) vale anche per esemplari del genere maschile.
Budrigone/Budrigoni sono generalmente temuti e rispettati nei ristoranti. Temuti dal gestore del locale: egli sa che la dose media romagnola di cibo (notoriamente spropositata rispetto al resto d'Italia) è del tutto insufficiente, per questo deve saper tarare il piatto di portata, una cofana ad Taiadeli diventa tutto ad un tratto porzione per una persona. Rispettati dai potenziali clienti dello stesso locale: vedere una Budrigona che mangia in un locale al mare e sintomo di genuinità e buona cucina, questo invoglia la clientela al pasto meglio di un buon biglietto da visita o di due gnocche nordiche all'ingresso
Nei piccoli paesi generalmente sono presenti tutti i personaggi dell'immaginario romagnolo: il matto, il figaiolo, lo sborone e la Budrigona, ogni paese ne ha una.
La budrigona in particolari frangenti è sintomo di ottime capacità culinarie; una giuria di una gara di sfogline (donne che preparano piadina e tutti i suoi derivati) individua ancora prima della gara le budrigone per capire dalla fisicità quali saranno le concorrenti più forti, generalmente snobbando i stechèt (ragazzine pelle ed ossa giovani e presumibilmente inesperte)
L'immaginario e la cultura romagnola vede nella budrigona uno dei suoi capi saldi.
Modi di dire
Dioboh ac budrigona, Accidentina che ragazzona robusta !
c'la budrigona l'ha un braz clat pò sciante la faza, Quella ragazza molto robusta ha un braccio così grosso che se ti da uno schiaffo di può fare male
Tam pè 'na budrigona, mi sembri molto in carne (attenzione che arriva la tozza...)
