Buchen
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buchèn, buchèin, buchìn
s.m.
1 Simpatica pratica, compiuta da individui di qualsiasi sesso, molto più sterilmente chiamata Coito Orale o Fellatio, o più volgarmente bocchino o pompino.
2 ad indicare oggetti indefiniti (mo s'el che buchen?) o mal funzionanti (che buchen de mi muturen u s'è rot). Cfr. sbuchinè.
Modi di dire e circonlocuzioni
Essendo una pratica orale, molte parole sono state spese su di essa. Cito:
- una ciaveda l'e' una ciaveda, ma un buchen l'e' una luveria - un modo come un altro per ricordarsi che la vita, ogni tanto, va affrontata a testa bassa (questa la disse il nonno di un mio ex compagno di classe una sera al bar)
alternativa alla frase precedente: va a fe i buchèn cun|sa e cul - incita colui che viene apostrofato ad aprirsi, non solo mentalmente, a nuove esperienze
- mo va a fe di buchen, va - la tua presenza sarebbe più appropriata in altra sede
- quela che le la ja i cal ma i znoc, a forza ad fe di buchen - Costei è una fervente praticante
- La fa di buchen c'la t'ataca cun i pia in te sufet! - E' il massimo che si puo' incontrare
Ora, la morale comune vuole che certe proposte non vengano fatte troppo esplicitamente, e visto che la necessità aguzza l'ingegno, i modi per richiedere la prestazione passano spesso attraverso quelle metafore e quelle forme linguistiche di cui il nostro bel dialetto è pieno. Dal semplice "cio, dei, fam un buchen", che funziona soltanto se vi chiamate Brad Pitt, Rocco Siffredi, o avete un portafoglio di ragguardevoli proporzioni; al "t'e' da met la testa a post", consiglio dato spesso alle figlie dalle madri; a vari giri di parole quali "t'è fena? toh, ciapa ste videl" - che peraltro ci ricorda le origini rurali del dialetto.
Va notato che ricevere la pratica è spesso motivo di vanto per gli uomini. Ricorderò sempre quando un mio ex collega, una mattina, mi disse "La m'ha fat un buchen c'u ma s-ciantè l'usel".
Al pari di altre tecniche, quali l'ut parra, è un ottimo passatempo da proporre qualora la vostra controparte sia indisposta, o anche come succedaneo per qualcos'altro (l'aveva e marches, la m'ha fat un buchèn).
